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Toscana: la terza regione d’Italia con 982 aziende “in rete”

Fonte: Il sito di Firenze

A livello nazionale, al 1° ottobre 2014 risultano registrati in Camera di Commercio1.770 contratti di rete, in cui sono coinvolte 9.129 imprese. La classifica regionale continua a essere guidata dalla Lombardia con 2.019 imprese in rete, mentre consolida la sua seconda posizione l’Emilia Romagna con 1.128 imprese. Al terzo posto la Toscana con 982 imprese coinvolte. Circa il 45% delle imprese italiane in rete si trovano in queste tre regioni.

Nonostante il forte sviluppo osservato negli ultimi anni, il grado di diffusione dei contratti di rete in Italia è ancora relativamente contenuto rispetto al complesso del tessuto produttivo: a livello italiano, la percentuale delle imprese regionali in rete si ferma allo 0,21%.

Agro-alimentare e industria in senso stretto sono i settori in cui il fenomeno è più diffuso, con rispettivamente l’1,07% e lo 0,69% delle imprese dei due settori coinvolte in contratti di rete. Nei servizi e nei settori delle costruzioni e immobiliare le percentuali sono molto più basse e pari rispettivamente allo 0,13% e allo 0,14%. Sembra pertanto che la necessità di aggregazione sia più sentita proprio nei settori più aperti alla competizione estera.

Molte reti sono dotate di un buon patrimonio di competenze in ambito tecnologico e commerciale. Le imprese manifatturiere in rete, infatti, sono più attive all’estero con attività di export, partecipate e marchi registrati a livello internazionale, fanno più innovazione e sono più attente all’ambiente.

L’altro aspetto da considerare è l’efficacia dei contratti di rete, ovvero la loro influenza su crescita e redditività delle imprese coinvolte. Analizzando i bilanci del 2013, si è verificato l’andamento delle imprese entrate in rete nel corso del 2011: nel biennio 2012-2013 le imprese che erano già in rete nel 2011 hanno mostrato un calo del fatturato solo di poco inferiore a quello delle imprese non in rete (-3,6% vs. -4,9%; Fig. 1.9). Manca quindi evidenza sull’efficacia nel breve periodo dei contratti di rete: ciò si spiegherebbe con la tipologia degli obiettivi dei contratti, spesso orientati su strategie di medio-lungo termine come innovazione e internazionalizzazione.

Reti d’impresa in Toscana

Nella tabella seguente, si evidenzia il numero di imprese coinvolte in reti di impresa per provincia.

Toscana: numero di imprese coinvolte in reti di impresa per provincia

Imprese della provinciacoinvolte in contratti di rete Numero di reti in cui sono
coinvolte imprese della provincia
Toscana 982 170
Firenze 258 79
Lucca 216 31
Pisa 161 32
Siena 88 26
Arezzo 67 35
Prato 65 22
Pistoia 55 22
Grosseto 46 20
Livorno 19 14
Massa-Carrara 7 5

 

Fonte: Intesa Sanpaolo-Mediocredito Italiano su dati InfoCamere

 La fotografia della composizione settoriale delle imprese in rete evidenzia un peso maggiore delle imprese dei servizi: 458 aziende, corrispondenti al 47,5% delle imprese coinvolte appartengono a questo settore. All’interno dei servizi primeggiano le imprese del turismo (241 aziende, pari al 25%). L’industria in senso stretto si colloca al secondo posto per numero di imprese (318, pari al 33% del totale). Spicca in particolare la filiera del sistema moda (164 imprese, pari al 17%), seguita dalla meccanica (38; 3,9%) e dai prodotti in metallo (31 imprese in rete, il 3,2% del totale).

Il terzo aggregato settoriale è composto dalle costruzioni e dall’immobiliare che vedono coinvolte in rete complessivamente 108 imprese (11,2% del totale). Di queste, poco più della metà è composta da imprese delle costruzioni (59; 6,1%).

Chiude la classifica macrosettoriale l’industria agro-alimentare che, con 80 imprese coinvolte presenta un peso (8,3%) del fenomeno reti. Di seguito viene illustrato anche la case-history di una rete toscana proprio nel settore agro-alimentare.

Toscana: la specializzazione settoriale delle imprese coinvolte in contratti di rete
Settori Numero %
Agro-industria, di cui: 80 8,3
Agricoltura 58 6,0
Alimentare 17 1,8
Industria in senso stretto, di cui: 318 33,0
Sistema moda, di cui: 164 17,0
Filiera della pelle 122 12,7
Meccanica 38 3,9
Prodotti in metallo 31 3,2
Mobili 16 1,7
Altri intermedi 10 1,0
Elettrotecnica 10 1,0
Altri mezzi di trasporto 9 0,9
Elettronica 9 0,9
Prod. e mat. da costruzione 8 0,8
Costruzioni e immobiliare 108 11,2
Costruzioni 59 6,1
Studi di architettura e ingegneria 21 2,2
Servizi per edifici 17 1,8
Immobiliare 11 1,1
Servizi, di cui: 458 47,5
Turismo, di cui: 241 25,0
Stabilimenti balneari 169 17,5
Servizi professionali (a) 69 7,2
ICT (b) 35 3,6
Commercio all’ingrosso 29 3,0
Commercio al dettaglio 23 2,4
Trasporti e logistica 16 1,7
Sanità e assistenza 15 1,6
Istruzione 14 1,5

 

(a) Attività legali e di contabilità, attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale, R&S, pubblicità e ricerche di mercato, attività di noleggio e leasing. (b) Produzione software e consulenza informatica, servizi informatici, telecomunicazioni ed editoria. Nota: elaborazioni su 964 imprese. Fonte: Intesa Sanpaolo-Mediocredito Italiano su dati InfoCamere

La rete della Pasta dei Coltivatori Toscani1

La Rete della Pasta dei Coltivatori Toscani nasce nel 2011 su iniziativa del ConsorzioAgrario di Siena e unisce 27 imprese agricole della provincia di Siena sue associate, il Pastificio Fabianelli, il Molino Borgioli e quali collaboratori esterni il Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali dell’Università di Firenze e la Fondazione per il Clima e la Sostenibilità. Si tratta, pertanto, di una rete che aggrega tutte le aziende della filiera: dalla coltivazione del grano, alla molitura, alla produzione della pasta fino alla sua commercializzazione. Il progetto prevede che, quando il sistema sarà a regime, potrà arrivare a produrre fino a 25.000 Q.li di pasta per un giro d’affari complessivo di 160 milioni di euro e con una ricaduta sull’occupazione calcolabile in oltre trecento occupati.

Il Consorzio Agrario di Siena, con una storia di ben 110 anni a fianco delle imprese del territorio, ha guidato le aziende nella scelta di questa forma di aggregazione, coordinandole nella prima fase di approfondimento e costituzione della rete ed è così riuscita a creare un punto di riferimento stabile per tutte le imprese agricole del territorio. Il ruolo del Consorzio è stato anche quello di fungere da raccordo tra il mondo agricolo e quello universitario e della ricerca, trasferendo in maniera concreta alle aziende partecipanti alla Rete l’innovazione tecnologica elaborata in questi ambiti.

L’occasione per le aziende del Consorzio di formalizzare, tramite la Rete, un solido patto di filiera già esistente nei fatti è arrivata con la partecipazione ai Piani Integrati di Filiera (PIF) sostenuti dalla Regione Toscana con contributi a fondo perduto pari al 40% degli investimenti, che richiedevano che le aziende partecipanti fossero tra loro aggregate in una delle forme previste dal bando (tra cui appunto la rete).

Gli investimenti previsti dal PIF, pari a circa 6 milioni di euro e cofinanziati da Banca CR Firenze (Gruppo Intesa Sanpaolo), sono serviti in massima parte per dotare le aziende agricole di macchinari innovativi e altamente tecnologici, che hanno consentito alle aziende di sostenere “l’agricoltura di precisione” nei propri terreni, favorendo così interventi agronomici che tengono conto delle effettive esigenze colturali e delle caratteristiche biochimiche e fisiche del suolo.

Gli obiettivi delle aziende della Rete della pasta dei Coltivatori toscani sono filiera corta,territorialitàtracciabilitàcompatibilità ambientale e sicurezza sul lavoro, garantendo che il contributo di ciascun partecipante alla Rete sia correttamente remunerato. La promozione della “parte agraria” della filiera e la valorizzazione delle produzioni viene quindi garantita agli agricoltori da una premialità sul prezzo del grano (riconosciuta dal Consorzio), al fine di incentivare e valorizzare la realizzazione di un prodotto qualitativamente elevato, a fronte della concorrenza dei prodotti d’importazione.

Banca CR Firenze ha assistito le imprese fin dalla fase costitutiva della rete, coadiuvandole nella stesura del contratto di rete, garantendo il proprio sostegno con il cofinanziamento degli investimenti previsti dal PIF (in alcuni casi finanziando il 100% dell’investimento con linee a breve a rientro). La Banca inoltre ha sottoscritto, insieme a Coldiretti Toscana, Confindustria Toscana, Consorzio Agrario di Siena e Fondazione per il clima e la sostenibilità, un protocollo d’intesa che prevede lo sviluppo di sinergie tra tutti i soggetti tali da favorire l’integrazione e garantire la “toscanità” del prodotto e la sua aderenza a caratteristiche di qualità e tipicità.

A cura di Laura Mangolini (Mediocredito Italiano)