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FAQ reti di impresa

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  • Le reti possono essere costituite solo attraverso il contratto di rete?

    Il concetto organizzativo di rete di impresa non può essere limitato e incardinato in una sola forma giuridica. Rete di impresa, infatti, è sinonimo di integrazione e di collaborazione tra imprese ma anche di flessibilità e salvaguardia di più o meno ampi spazi di autonomia gestionale per le singole imprese appartenenti alla rete.

    Solo garantendo la facoltà di scelta dei livelli di integrazione e delle modalità con cui regolamentare la collaborazione, è possibile assicurare efficacia e continuità operativa alla forma di aggregazione.

  • Una rete deve già assumere alla sua nascita la forma che sarà quella definitiva?

    Non esiste chiaramente una formula valida per tutte le casistiche possibili.

    Certamente una rete di imprese, a seguito di un’attenta e puntuale pianificazione strategica, può nascere ben strutturata anche sul piano giuridico-organizzativo.

    Tuttavia, molto più spesso, le reti di impresa sono frutto di una più o meno lunga storia di lavoro comune e dalla evoluzione di detta collaborazione prende via via forma la struttura della rete. Non si può dimenticare, infatti, che la struttura che ogni rete si sceglie a seguito di tale esperienza di aggregazione, è fortemente dipendente dalle caratteristiche delle singole imprese, dalle esigenze competitive e dalle condizioni del mercato di riferimento.

  • Quali sono le situazioni che possono indurre una o più imprese a prender in considerazione l’idea di mettersi in rete?

    Le motivazioni che spingono un’azienda ad entrar a far parte di un’aggregazione in rete, sono diverse, tra cui le principali:

    • difficoltà a livello organizzativo;
    • necessità di ridurre i costi fissi;
    • perdita di parte del capitale umano;
    • problematiche dovute al ricambio generazionale;
    • necessità di raggiungere la massa critica di prodotto per aumentare la competitività;

    In questi casi l’aggregazione in rete può consentire di concentrare le competenze su alcune specifiche funzioni di eccellenza dell’azienda, usufruendo dei vantaggi dalla collaborazione delle altre aziende rispetto alle funzioni non coperte direttamente.

  • L’utilizzo delle più aggiornate opportunità telematiche può favorire la realizzazione e il progressivo sviluppo di una rete di imprese?

    La strada della reticolazione va di pari passo con quella della dematerializzazione ed entrambi questi fondamentali aspetti si alimentano reciprocamente. L’utilizzo intelligente di un sistema telematico non solo è funzionale ed efficiente per le attività di collaborazione. Assicura inoltre quella velocità, che è il requisito sempre più importante per il successo e la competitività di rete. Tra l’altro le imprese, come le persone, hanno una naturale propensione per le relazioni e la telematica è uno strumento fondamentale per proporre le modalità più idonee per ogni specifica situazione di rete sulla base delle esigenze di ogni caso (internet, intranet, social network, ecc).

  • Con il termine Reti di Impresa si intendono esclusivamente forme di aggregazione di impresa sulla base del contratto di rete o, invece, il concetto è da intendersi in modo più estensivo?

    Indubbiamente il contratto di rete rappresenta in termini giuridici la forma più aggiornata e strutturata di una modalità di aggregazione tra imprese, tuttavia non bisogna dimenticare che ai fini dello sviluppo economico e della ricerca della competitività delle imprese, l’obiettivo principale da perseguire è quello di agevolare il più possibile la collaborazione e la conoscenza reciproca che nella realtà del mercato avviene secondo una logica evolutiva. Solo iniziando a collaborare le imprese possono conoscersi, apprezzarsi e individuare spazi di complementarietà e possibilità di lavoro comune o strategie da perseguire insieme. Di conseguenza, data la priorità di tale obiettivo, è comprensibile quanto auspicabile, che da parte delle aziende si utilizzino tutte le modalità di aggregazione ad oggi praticabili (ATS, ATI, scrittura privata, protocolli d’intesa, consorzi, contratti di rete, ecc).

  • Nel prossimo futuro sempre più spesso le leggi rivolte al mondo delle imprese prevedranno un maggior vantaggio (es fiscale, agevolativi, di finanziamenti, ecc) a favore delle reti o delle aggregazioni di impresa. E’ questo un motivo sufficiente che può indurre le imprese a mettersi in rete?

    Certamente no. Il maggior vantaggio riconosciuto dalla normativa può sicuramente facilitare la maturazione e l’interiorizzazione del concetto di rete da parte delle imprese che nelle loro strategie tenderanno a porvi crescente attenzione. Tuttavia il motivo principale che può e deve stimolare le imprese verso forme di aggregazione è, e rimane, la ricerca e condivisione di un obiettivo comune in grado di consentire sinergie strategico-gestionali (di ordine finanziario, di investimenti commerciali, di innovazione, ecc) tali da assicurare un maggiore valore aggiunto all’attività aziendale. L’interesse che deve motivare la rete è quindi la razionalizzazione e l’ottimale allocazione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche.

  • Perché le reti di imprese possono rappresentare uno strumento per incrementare la competitività delle imprese italiane?

    La ridotta competitività del nostro Paese dipende fondamentalmente dalla piccola dimensione delle nostre imprese. Il 58% delle imprese italiane ha 1 addetto, il 98,7% ha meno di 50 addetti e le imprese con più di 250 addetti sono solo lo 0,08% del totale. La ridotta dimensione rappresenta un vincolo per le nostre imprese: limita lo sviluppo dell’innovazione tecnologica; riduce la capacità di penetrare i mercati internazionali; penalizza il valore del rating assegnato dalle banche secondo i criteri di Basilea 2 e 3.

    Il vincolo dimensionale può, tuttavia, essere superato attraverso l’organizzazione delle Pmi in reti di imprese.Con l’organizzazione in rete le Pmi ottengono ivantaggi della grande dimensione senza scambi dipartecipazioni ed operazioni di fusione ed incorporazione.

  • Quali vantaggi possono conseguire le imprese in rete?

    Le imprese che fanno rete ottengono numerosi vantaggi.

    Tra le imprese della rete si crea un circuito di trasferimento di conoscenze: di fronte alla complessità dei mercati, l’accumulazione di conoscenza rappresenta una delle principali fonti strategiche di vantaggio competitivo. La rete genera valore in quanto consente l’accumulo e la distribuzione tra i partner delle conoscenze possedute.

    L’organizzazione a rete, che implica una forte spinta alla specializzazione produttiva, favorisce la concentrazione delle risorse nelle competenze distintive da parte di ciascun partner. In tal modo si raggiunge non solo il vantaggio competitivo dei singoli partner ma anche quello di tutta la rete, nella misura in cui gli operatori siano legati reciprocamente da intensi rapporti di partnership. Inoltre, quanto più il processo produttivo affidato ai partner è specialistico tanto maggiori saranno gli effetti delle economie di apprendimento in termini di riduzione di sprechi, difetti e tempi di lavorazione: il perfezionamento di certi meccanismi ottenuto dal partner specializzato difficilmente può essere raggiunto da un’azienda coinvolta nella gestione di numerose e diverse attività.

    L’organizzazione a rete determina una condivisione degli investimenti per la realizzazione congiunta di attività di produzione, marketing, ricerca e sviluppo, ecc. Questo consente di ridurre i costi (operativi e finanziari) e i rischi legati a tali investimenti oltre che una maggiore rapidità nell’applicazione di innovazioni tecnologiche.Le aziende di dimensioni limitate ma con forte propensione innovativa, mediante la stipula di accordi e la condivisione di risorse, superano il gap rappresentato dall’indisponibilità di asset per lo sviluppo di innovazioni ed il conseguimento del relativo vantaggio economico.

  • Da cosa dipende il successo e la stabilità di una rete?

    La stabilità di una rete dipende dalle motivazioni alla base della sua costituzione.

    Quando la rete nasce per iniziativa (spontanea) di un’impresa leader che individua un’idea progettuale e attorno ad essa coinvolge partner motivati e la finalità principale è quella di migliorare la competitività di tutti i partecipanti alla rete, allora la rete è stabile e duratura.

    In particolare, quando la formalizzazione della rete avviene tra aziende che già hanno in essere relazioni di cooperazione (informali) aumenta il grado di successo e, quindi, il grado di stabilità della rete.

  • Un'azienda può aderire a più reti? In caso di risposta affermativa, i contratti devono avere scopi diversi?

    La partecipazione delle imprese a più reti è fattibile. Per altro esistono già dei casi di aziende che hanno sottoscritto più di un contratto di rete. Ex legge le aziende possono partecipare,quindi, ad N contratti di rete, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta. L’unico vincolo potrebbe essere di natura contrattuale, nel senso che, per ragioni di stabilità di una compagine di rete,la stessa potrebbe prevedere, appunto contrattualmente, una sorta di “esclusiva” o, quanto meno, il vincolo a non partecipare a reti che svolgano la stessa attività (una sorta di vincolo di non concorrenza).

  • Rapporto banche-reti: le banche finanziano le reti oppure le imprese in rete?

    Ad oggi le banche finanziano le imprese aderenti alla rete.

    In generale le banche si sono strutturate in modo da poter analizzare dal punto di vista tecnico-industriale il potenziale impatto sul business dell’impresa determinato dal conseguimento dell’obiettivo del progetto di rete.

    Di questa analisi tengono conto al momento di accordare un finanziamento a quell’impresa per il raggiungimento di quel preciso obiettivo.

    Le  garanzie  offerte  e  le  attese  di  recupero  in  caso  di  default sono rappresentate dal patrimonio dell’azienda stessa che viene affidata singolarmente e da eventuali garanzie richieste.

    Nel caso di rete soggetto le banche possono teoricamente affidare la rete ma questo al momento non sta accadendo.